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Appuntamenti
All'appuntamento in Unione del 22 maggio intervengono, con il presidente di Confcommercio (e Unione del commercio) Carlo Sangalli e con il presidente dei Giovani Imprenditori Confcommercio Paolo Galimberti: il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati Bruno Tabacci, il presidente ABI (Associazione bancaria italiana) Corrado Faissola. Modera Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del Corriere della Sera
Alla difficoltà crescente delle pmi nell'accesso al credito ed alla relativa caduta del clima di fiducia delle imprese “bisogna rispondere con chiarezza e con determinazione”. Lo ha sostenuto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione del suo intervento al tavolo di confronto tra l'Abi. E' un'esigenza – ha detto Sangalli - che va perseguita tramite un lavoro comune “continuo, strutturato e non formale” tra Associazione bancaria ed Associazioni delle pmi, “che recuperi le originarie ambizioni che avevano portato, nel 2004, all'istituzione dell'Osservatorio permanente sui rapporti tra banche ed imprese”. L'obiettivo, ha continuato Sangalli, dovrebbe essere quello di elaborare “comuni proposte operative. Sia per quel che riguarda le relazioni dirette tra le banche e le imprese, quanto per proporre ai decisori pubblici interventi utili a contrastare il rischio della stretta creditizia”. Come “l'accelerazione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, la valorizzazione del ruolo dei consorzi fidi e del fondo centrale di garanzia e la facilitazione del consolidamento e della ristrutturazione del debito a breve”. “Al sistema bancario – ha proseguito il presidente di Confcommercio - chiediamo di mettere in campo tutta la propria professionalità e di rivalutare quell'esperienza delle relazioni di prossimità tra banca ed impresa che ha così profondamente e positivamente innervato la storia dei processi di sviluppo territoriale del nostro Paese”. E' comune interesse di banche imprese, infatti, “comprendere le difficoltà delle pmi e cercare di individuare soluzioni meno scontate, ad esempio, delle repentine richieste di rientro” “Se oggi c'è un patto da fare - ha concluso Sangalli - è anzitutto il patto tra banche ed imprese. Sarebbe la miglior risposta rischio dei rischi, ossia al rischio della stretta creditizia”.( da sito Unione di Milano )




